Il cielo di Novembre

Notti sempre più lunghe, pianeti che si congedano in prima serata cedendo il posto ad altri, transito di Mercurio sul Sole, protagonisti del cielo di Novembre.

di Davide Cenadelli

In novembre, le costellazioni tipicamente autunnali di Pegaso, Andromeda e Perseo appaiono già alte all’imbrunire, e culminano tra la serata e il cuore della notte, mentre Cassiopea e Cefeo, costellazioni circumpolari, ma meglio visibili in questa stagione, sfiorano le regioni zenitali. Bassa sull’orizzonte sud, la costellazione del Pesce Australe sfoggia la brillante stella Fomalhaut, mentre la grande – ma non molto appariscente – costellazione della Balena si innalza lentamente fino a culminare nel corso della tarda serata. Incastonate tra queste costellazioni troviamo quelle zodiacali dell’Acquario, dei Pesci e dell’Ariete, mentre sull’orizzonte nordorientale sono visibili, già dopo il tramonto, le Pleiadi, il celebre ammasso aperto di stelle nella costellazione del Toro, la quale si rende via via visibile fino a risultare completamente osservabile già all’ora di cena. La sua stella più brillante, Aldebaran, insieme all’apparentemente ancora più brillante Capella, costituiscono per così dire l’avanguardia delle costellazioni invernali che domineranno la scena nei prossimi mesi (o anche già in questo, se si osserva nelle ore antelucane).

Nel corso delle prime ore di buio, è ancora ben visibile il Triangolo Estivo. Dopo avere dominato il cielo durante l’estate, questo spettacolare triangolo di stelle brillanti (Vega nella Lira, Altair nell’Aquila e Deneb nel Cigno) va via via accomiatandosi, ma molto lentamente, tanto che resterà visibile fino a Natale, quando l’estate è finita da un pezzo! Questo è dovuto a due fattori: da un lato, la declinazione molto boreale di due delle tre stelle del Triangolo (Deneb e Vega), che le rende facilmente visibili anche “fuori stagione”, dall’altro il fatto che la notte sta continuando ad allungarsi. Il fatto che venga buio prima controbilancia parzialmente il naturale spostamento verso ovest dovuto alla rivoluzione terrestre che porta “fuori scena” le costellazioni tipiche di una stagione quando si entra nel cuore della successiva.
Insomma, non stupisce che gli antichi usassero il cielo come un orologio per marcare le diverse ore della notte, e come un calendario per scandire il trascorrere delle stagioni, tanto chiaramente la visibilità e le posizioni delle stelle in cielo dipendono da questi due fattori.

Sul fronte planetario, Giove si va accomiatando, ed è ormai possibile vederlo solo molto brevemente dopo il tramonto del Sole a inizio novembre, mentre a fine mese risulta ormai praticamente inosservabile. Nel corso del mese, osservando sempre all’ora del crepuscolo, lo si vede tuffarsi via via verso l’orizzonte sudoccidentale ma, per un pianeta brillante che ci saluta, uno ancora più luminoso si affaccia rendendosi via via più visibile. Si tratta di Venere che, dopo la congiunzione superiore di agosto, comincia ad apparire come Vespero, ovvero astro della sera. Sfortunatamente, però, il pianeta si trova lungo il ramo discendente dell’eclittica quindi, pur allontanandosi dal Sole, si mantiene piuttosto basso sull’orizzonte. Da non perdere, la sera del 24 novembre, la congiunzione tra i due pianeti. Essendo molto bassi, bisogna trovare un luogo con l’orizzonte molto aperto a sudovest.

Ancora meno buone sono le condizioni di visibilità di Marte che appare poco prima dell’alba e non molto brillante data la distanza dalla Terra. Ci si può consolare tentando l’osservazione di Urano, che invece è visibile praticamente tutta la notte, anche se a occhio nudo risulta appena percettibile con un cielo molto scuro. Al telescopio, però, seppur piccolo, il colore verde-azzurro del suo disco risulta decisamente affascinante.

In realtà, nel corso di questo mese, nel complesso poco propizio all’osservazione planetaria, sarà Mercurio a regalare uno spettacolo inatteso, passando davanti al Sole il giorno 11. Questo cosiddetto “transito” di Mercurio sul Sole comincerà alle ore 13.35 e si prolungherà fino al tramonto: il Sole tramonterà col transito ancora in corso. Tale fenomeno è relativamente raro. Lo scorso si era visto nel 2016 e il prossimo sarà nel 2032. Essendo Mercurio molto piccolo, per osservare il dischetto nero del pianeta davanti al disco solare bisognerà utilizzare un binocolo o un telescopio ed è assolutamente necessario utilizzare filtri opportuni certificati come sicuri (non utilizzare assolutamente soluzioni fatte in casa) per evitare danni alla vista anche gravi e permanenti.

LA STELLA DEL MESE: TAU CETI

Image Credit: Palomar Observatory

Tau Ceti è una stella della costellazione della Balena, come suggerisce il nome (Ceti è il genitivo latino di Cetus, ovvero Balena). Si tratta di una stella di magnitudine 3,50, ovvero ben visibile a occhio nudo con cielo scuro, ma non brillante, e non più visibile se è presente un notevole inquinamento luminoso. Si tratta di una stella moderatamente australe, quindi, anche in culminazione (che avviene intorno alle ore 22.30 a metà mese) non molto appariscente. Come mai, con tutte le stelle brillanti che ci sono, andiamo a osservare proprio questa? Perché, posta a 12 anni luce da noi, si tratta della stella di tipo solare più vicina al Sole, se si escludono le stelle in sistemi multipli (se le consideriamo, allora questo primato spetta alla componente principale del sistema di Alfa Centauri, a 4,3 anni luce). Inoltre, ha un sistema di pianeti. Il numero di tali pianeti è oggetto di discussione, ma probabilmente sono almeno quattro, di cui uno posto presso il bordo interno e uno presso il bordo esterno della zona abitabile. Insomma, si tratta del sistema planetario più vicino a noi tra quelli simili al Sistema Solare, ovvero composti da diversi pianeti orbitanti intorno a una stella singola simile al Sole. Tau Ceti è in realtà un po’ più piccola e debole del Sole (il raggio è l’80% e la luminosità è la metà), ma non troppo diversa. Questo fa di Tau Ceti un target primario per il volo interstellare, se e quando, in un futuro certamente non vicino, esso diverrà una realtà. E non si può fare a meno di pensare: mentre noi osserviamo Tau Ceti, magari su uno dei suoi pianeti degli esseri intelligenti stanno osservando il cielo e hanno scoperto che non solo la loro stella ma anche molte altre hanno pianeti, tra cui il Sole (chissà come lo chiamano …). Magari si stanno chiedendo: chissà se su uno di quei pianeti ci sono esseri intelligenti (cioè noi) che guardano il cielo e si chiedono se noi esistiamo? Non lo sappiamo. Ma a questi ipotetici alieni, come appare il nostro Sole? Come una stella di media luminosità, persa fra tante altre, e posta in cielo non lontano dalla molto più brillante Arturo, che a noi appare in direzione praticamente opposta a Tau Ceti.

Note sull’Autore
Davide Cenadelli, PhD, è ricercatore all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta (OAVdA) dove si occupa, tra le altre cose, di didattica e divulgazione. All’Osservatorio Astronomico, nel corso di serate prefissate, è possibile partecipare a visite guidate notturne durante le quali, in caso di bel tempo, è possibile osservare, sotto la guida di Davide o colleghi, il cielo a occhio nudo e col telescopio, compresi alcuni degli oggetti sopra menzionati, o altri, a seconda della stagione.
Per informazioni sull’Osservatorio Astronomico e per prenotare una visita guidata diurna o notturna: http://www.oavda.it