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14/07/2022 – Pianeti terrestri attorno a Giove

A metà del 2022 erano conosciuti almeno 79 satelliti attorno a Giove. Per la maggior parte si tratta di piccoli oggetti catturati (asteroidi o comete) con orbite irregolari e/o retrograde. Nei dintorni di Giove esistono però anche 4 grandi satelliti dalle caratteristiche straordinarie, che li fanno assomigliare a veri e propri pianeti: Io, Europa, Ganimede (+ grande di Mercurio!) e Callisto. Essi vennero intravisti per la prima volta da Galileo nel 1610, poiché basta un binocolo per coglierli nei pressi di Giove. Ma le loro inimmaginabili caratteristiche geologiche cominciarono ad emergere solo alla fine degli anni 70 con le missioni Voyager. Il 5 marzo 1979, data che rimarrà nella storia, la sonda Voyager 1, sorvolando Io (distante da Giove più o meno come la Luna dalla Terra), scoprì sul satellite circa 200 vulcani in piena attività. Le missioni orbitali successive (Galileo e Juno) hanno confermato che il vulcanesimo di Io, non essendo episodico ma costante (viene di continuo innescato dalle interazioni mareali con Giove), rappresenta bene la situazione della Terra primordiale in fase di raffreddamento. Altrettanto sensazionale è la situazione di Europa, che a differenza di Io, è avvolta da una importante coltre di acqua, ghiacciata all’esterno a causa della gelida temperatura dell’ambiente, ma liquida in profondità a causa del contatto col nucleo riscaldato dalle maree di Giove. Una situazione ideale per la nascita di qualche forma di vita, come successe quando sulla Terra si formarono i primi oceani e come succede anche ora presso i famosi geyser caldi (black smokers) disseminati lungo tutte le dorsali oceaniche della Terra. Per questo sono state programmate due missioni per la ricerca di vita su Europa: la missione Clipper della NASA (in partenza nell’Ottobre 2024) e la missione JUICE dell’ ESA (in partenza nel 2023). La presenza di acqua aumenta ulteriormente su Ganimede a causa della maggior distanza da Giove: il che innesta un’attività geologica (veicolata dal ghiaccio!) meno intesa ma più globale, che simula in maniera spettacolare quella della Terra (veicolata da materiale roccioso). Solo Callisto, l’ultimo dei grandi satelliti, sembra inattivo ed invecchiato come la nostra Luna: di recente, però, si è scoperto che esiste un grande oceano salato anche sotto la sua crosta butterata da crateri da impatto.

Cesare Guaita:

laurea in Chimica con specializzazione in Chimica organica e Chimica macromolecolare. Esperto di Cosmochimica e Planetologia, ha pubblicato, su riviste divulgative e professionali, centinaia di articoli su questi temi, con particolare riferimento alle connessioni chimico-geologiche di una moltitudine di fenomeni planetari ed astrofisici. Collabora con giornali e riviste e reti televisive pubbliche e private. È Presidente e fondatore (anno 1974) del G.A.T., (Gruppo Astronomico Tradatese) e da oltre 25 anni è conferenziere del Planetario di Milano. È autore del libro L’esplorazione delle comete edito da Hoepli.

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