Il 12 agosto 2026 la Spagna vivrà l’emozione di un’eclissi totale di Sole, mentre l’Italia assisterà a una suggestiva eclissi parziale al tramonto.
Il prossimo 12 agosto 2026, meteo permettendo, si potrà assistere a un’eclissi solare totale che interesserà una discreta porzione dell’emisfero boreale, offrendo all’Europa la prima occasione di osservare la totalità sul proprio territorio dal 1999. Dall’Italia, però, l’eclissi sarà solo parziale prima del tramonto.
Dal punto di vista della meccanica celeste, un’eclissi solare si verifica quando la Luna si interpone tra la Terra e il Sole, proiettando la propria ombra sul nostro pianeta. Ciò significa che il fenomeno dell’eclissi solare può verificarsi solamente in fase di Luna nuova. Dal momento che il mese sinodico, o ciclo di lunazione, dura circa 29,5 giorni, dovremmo aspettarci un’eclissi solare ogni mese, ma in realtà non è così. La ragione sta nell’inclinazione di circa 5 gradi del piano dell’orbita lunare rispetto all’eclittica, il piano orbitale terrestre, che possiamo anche considerare come il percorso apparente descritto dal Sole nel cielo durante l’anno. Questo equivale a dire che, per gran parte dell’anno, il nostro satellite transita prospetticamente sopra o sotto l’eclittica, ma il fenomeno dell’eclissi può avere luogo solo quando la congiunzione Sole-Luna avviene in prossimità dei nodi, i punti di intersezione tra il piano orbitale lunare e l’eclittica. Quando l’allineamento è perfetto, la natura offre una configurazione geometrica unica: il Sole, pur avendo un diametro reale circa 400 volte superiore a quello della Luna, essendo però 400 volte più lontano di lei, appare nel cielo grande tanto quanto il nostro satellite. Perciò, il disco lunare può occultare completamente quello solare, permettendo così di osservare la cromosfera e la corona della nostra stella.

Rappresentazione artistica di un’eclissi di Sole (oggetti non in scala). Credit: starwalk.space.
Tuttavia, a causa delle distanze orbitali variabili, l’eclissi può risultare totale oppure anulare, quando la fase di luna nuova avviene nei pressi dell’apogeo (il punto più lontano dalla Terra). In quel caso, il cono d’ombra lunare non riesce a toccare la superficie del nostro pianeta e, guardando verso il Sole, resta visibile un anello luminoso attorno al suo disco. A proposito di osservazione del Sole: non è mai da fare a occhio nudo (anche se si indossano gli occhiali da Sole) o con filtri non certificati perché comporta rischi severi e permanenti per la retina.
Per quanto riguarda l’attesissimo evento del 12 agosto, l’istante in cui si verificherà la copertura maggiore del disco solare sarà alle ore 17:47 UTC e la durata massima sulla linea centrale della fascia di totalità – una zona a circa 45 chilometri dalla costa occidentale dell’Islanda – sarà di 2 minuti e 18 secondi. La traiettoria dell’ombra andrà a lambire l’estrema Russia settentrionale all’alba e attraverserà l’Oceano Artico, la Groenlandia e l’Islanda per poi raggiungere l’Atlantico e riemergere sulla Penisola Iberica. In Spagna, città come La Coruña, Bilbao, Saragozza e Valencia saranno immerse nell’oscurità in pieno giorno. Poiché la totalità avverrà poco prima del tramonto, con il Sole a circa 5 gradi sull’orizzonte occidentale, sarà fondamentale scegliere siti con visuale libera da rilievi alti o edifici.
Il nostro Paese si troverà invece completamente al di fuori della fascia di totalità e sarà investito solo dalla penombra lunare. L’eclissi perciò sarà parziale, con una copertura massima del 97,6% nel parco nazionale dell’Asinara, decrescendo progressivamente verso sud fino a un minimo di circa il 20% nel Salento. Potrebbe sembrare una cosa di poco conto avere una copertura vicinissima al 100%, ma non è così, poiché se la fotosfera solare rimane anche solo parzialmente scoperta, l’oscuramento del cielo non avviene.
Sebbene un’eclissi solare totale si verifichi da qualche parte sulla Terra grosso modo ogni 18 mesi, attendere che il fenomeno torni a ripresentarsi in una specifica località richiede molto più tempo: in media circa 375 anni. È la geometria a remare contro la statistica: il cono d’ombra proiettato dalla Luna è molto piccolo (si veda l’immagine sopra) perché – per come sono disposti i due corpi nello spazio – non può mai superare i 270 km di diametro. Ora, se prendiamo in considerazione la vastità del nostro pianeta, ci rendiamo conto che un’impronta così minuscola riesce a coprire, ad ogni singolo passaggio, meno dello 0,5% dell’intera superficie terrestre. Sommando la vastità del globo alle rigide traiettorie dei moti orbitali, ci vogliono statisticamente oltre tre secoli per far sì che quella strettissima striscia d’ombra torni esattamente a posizionarsi sopra il medesimo punto.
Nonostante ciò, godetevele le eclissi totali finché potete: in un futuro lontano – a causa del fatto che la Luna si sta progressivamente allontanando dalla Terra al ritmo di 3,8 cm ogni anno – verrà un giorno in cui la sua ombra non toccherà più la superficie terrestre e… avremo solo eclissi anulari.

