La sonda dei record: Parker Solar Probe

La navicella spaziale intitolata a Eugene Parker, astrofisico che per primo sviluppò, negli anni ’50, la teoria sul vento solare, ha già effettuato il suo primo incontro ravvicinato con il Sole e a breve invierà i dati raccolti sulla Terra.

di Alessia Cassetti

La sonda della Nasa Parker Solar Probe (PSP) è sopravvissuta al suo primo incontro ravvicinato con il Sole.
Il 6 novembre scorso, infatti, la sonda si è avvicinata alla nostra stella a una distanza di 24 milioni di km, con questo perielio, la Nasa ha superato il precedente record di 42,73 milioni di chilometri di distanza dal Sole detenuto dalla sonda Helios 2 lanciata nel 1976. Quest’ultimo non è il solo record a essere stato battuto, infatti, la sonda ha anche raggiunto una velocità di oltre 343mila chilometri orari (circa 95 chilometri al secondo) guadagnandosi così anche il primato di oggetto più veloce mai costruito dall’uomo; il precedente record apparteneva alla sonda Juno in orbita attorno a Giove, che arrivò a 240mila chilometri orari.
Ma la Parker Solar Probe si spingerà oltre: nel corso delle sue 24 orbite la sonda della Nasa si avvicinerà fino a 6,1 milioni di chilometri di distanza dal Sole, arrivando, nel 2025, a sfiorare i 692mila chilometri orari.
A portare la sonda americana sulla sua traiettoria di avvicinamento alla nostra stella è stato il potente lanciatore Delta IV Heavy che si è sollevato dalla base di Cape Canevarel in Florida il 12 Agosto 2018. Soltanto dopo un mese e mezzo dalla storica partenza, la PSP ha raggiunto Venere per un flyby: un sorvolo necessario a deviare la traiettoria della sonda piegandola verso il Sole. Durante la sua missione settennale la Parker Solar Probe effettuerà altri sei flyby con Venere, passaggi che hanno lo scopo di sfruttare l’attrazione gravitazionale del pianeta per frenare e raddrizzare la traiettoria della navicella spaziale.
Scopo della Parker Solar Probe è studiare la corona solare nel tentativo di risolvere alcuni interrogativi di lunga data riguardo il nostro Sole. Gli scienziati hanno cercato di decifrare questi misteri per anni, ma per trovare le risposte era necessario inviare una sonda in grado di sopravvivere alle altissime temperature della corona solare: la PSP ha uno scudo termico da 2,4 metri di diametro, rivolto verso il Sole, con il compito di proteggere gli strumenti di bordo.
Quali sono di preciso i quesiti di cui cerchiamo risposta?

Giovedì 22 Novembre Associazione LOfficina dedicherà una serata per comprendere gli obiettivi della missione e scoprire così i segreti che il Sole ancora racchiude. Sarà anche un’occasione per esplorare i fenomeni fisici che invece già abbiamo compreso. Reazioni nucleari, attività solari, teorie stellari ma anche molte curiosità: smetteremo di credere che il Sole sia giallo!

Contributo multimediale fonte ESO:

Video Nasa della Parker Sola Probe.