L’Asteroid Day festeggia la sua quinta edizione

Ogni anno, il 30 giugno, si svolge la giornata degli asteroidi sancita dall’ONU per sensibilizzare sul tema degli asteroidi e sui possibili rischi di impatto con la Terra.

di Alessia Cassetti

Per questa quinta edizione dell’Asteroid Day, l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha pubblicato un video relativo alla missione Hera, la prima a visitare un doppio asteroide: Didymos. A raccontare l’incredibile impresa è il noto chitarrista dei Queen, nonché astrofisico, Brian May.

Asteroid Deflection Mission Explained by Queen’s Brian May


Contributo multimediale fonte: VideoFromSpace

La missione Hera, nata dalla collaborazione internazionale AIDA (Asteroid Impact and Deflection Assessment) che vede protagonisti, oltre all’ESA, la NASA, l’Agenzia Spaziale Tedesca (DLR), l’Applied Physics Laboratory della John Hopkins University (JHU/APL) e l’Osservatorio della Costa Azzurra (OCA), è un progetto che ha come scopo principale la “difesa planetaria”. Infatti, l’asteroide binario denominato Didymos è un Near-Earth Objects (NEO), un oggetto che ha un’orbita vicina a quella terrestre. Entrando più nel dettaglio, il sistema binario è composto da due oggetti di dimensioni diverse: Didymos A, del diametro di 780 metri e con un periodo di rotazione di 2,26 ore, e Didymos B, di 160 metri, che si muove attorno al primo a una distanza media di 1,2 km in circa 12 ore. La loro orbita varia tra una distanza di 151,6 e 340,5 milioni di km dal Sole, ossia con un perielio di poco inferiore all’afelio del nostra pianeta; per questo motivo, il sistema Didymos è stato classificato come un NEO, in quanto potrebbe rappresentare un potenziale rischio di impatto con la Terra. La missione aiuterà a scoprire se è possibile deviare un asteroide in potenziale rotta di collisione con il nostro pianeta.
Il primo passo verrà compiuto dalla NASA che farà schiantare la navicella DART (Double Asteroid Redirection Test) contro Didymos. Successivamente, la sonda Hera avrà il compito di mappare il cratere d’impatto e misurare la massa dell’asteroide. Un CubeSat italiano, LICIAcube, realizzato dalla Argotec di Torino con il coordinamento dell’ASI (Agenzia spaziale italiana) documenterà tutto il processo. Un altro nano-satellite, invece, prima di atterrare, volerà molto vicino alla superficie dell’asteroide, eseguendo studi scientifici e osservazioni ravvicinate che serviranno a validare la deviazione degli asteroidi come possibile tecnica di difesa planetaria contro il rischio d’impatto.
La giornata del 30 giugno ha lo scopo non solo di porre l’attenzione su come proteggerci da possibili impatti futuri, ma anche di far comprendere come il mondo degli asteroidi possa costituire una preziosa fonte di informazioni per ricostruire la storia della Terra. Sensibile a questa tematica, diventata ricorrente ogni 30 giugno a partire dal 2015, è anche Brian May, che risulta tra i fondatori di questa iniziativa. La data non è stata scelta a caso: infatti, il 30 giugno del 1908, avvenne l’impatto di Tunguska, in Siberia.

Saranno diversi gli eventi organizzati a livello globale: sul sito ufficiale dell’Asteroid Day potrete trovare una mappa completa di tutte le attività dei prossimi giorni; anche in Italia ci saranno diversi incontri nella data del 30 giugno.