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Artemis II, let’s go!

Ormai è tutto pronto per il ritorno dell’uomo verso la Luna. L’imponente razzo SLS della NASA è già stato posizionato da una settimana sulla rampa di lancio.

di Andrea Castelli

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L’equipaggio ufficiale di Artemis II e quello di riserva posano davanti al razzo SLS in fase di rollout verso la rampa di lancio 39B lo scorso 17 gennaio 2026. Credits: NASA.

A fine settembre ci eravamo lasciati con la bella notizia che la NASA aveva dichiarato in conferenza stampa di essere pronta a riportare l’uomo verso la Luna per la prima volta dopo più di cinquant’anni. Come più volte ribadito, non si tratta di un’operazione nostalgica né di una semplice rievocazione dell’epopea Apollo, ma dell’avvio concreto di una nuova fase dell’esplorazione spaziale con equipaggio grazie alla missione Artemis II. Ora siamo passati davvero dalle parole ai fatti: il 17 gennaio il gigantesco razzo SLS (Space Launch System) con la navicella Orion è stato trasferito dal Vehicle Assembly Building alla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center, al termine di un viaggio di circa 6,5 Km, durato quasi dodici ore, a bordo del crawler-transporter 2. Muovendosi a poco più di un chilometro all’ora, il trasportatore ha condotto verso la rampa un imponente razzo di oltre 98 metri d’altezza. Una volta posizionato, sono iniziati i preparativi per la prova generale, una simulazione completa delle operazioni di rifornimento e del conto alla rovescia che prevede il caricamento di oltre 700.000 galloni di propellenti criogenici. Se necessario, al termine dei test il veicolo spaziale potrà essere riportato nel VAB per ulteriori interventi e aggiustamenti prima della partenza. La prima opportunità di lancio è fissata per il 6 febbraio, in una finestra di 32 minuti che si aprirà alle 02:09 UTC. In vista del decollo, l’equipaggio ha già avviato il programma di stabilizzazione sanitaria a Houston, una quarantena preventiva che riduce il rischio di contrarre malattie nei giorni immediatamente precedenti al decollo e permette di garantire la massima flessibilità operativa ai team di missione. Una volta confermata in via definitiva la data del lancio, l’equipaggio verrà trasferito presso il Kennedy Space Center circa sei giorni prima del grande giorno. A bordo di Artemis II voleranno quattro astronauti: Reid Wiseman (comandante), Victor Glover (pilota) e due specialisti di missione, Christina Koch per la NASA e l’astronauta canadese Jeremy Hansen della CSA. Si tratterà di un equipaggio storico: per la prima volta una donna, un astronauta afroamericano e un canadese si spingeranno oltre l’orbita terrestre bassa. La missione durerà circa dieci giorni e porterà la capsula Orion a compiere un ampio sorvolo della Luna, raggiungendo una distanza di circa 7.000 chilometri oltre il lato nascosto del satellite, il punto più lontano dalla Terra mai toccato da una navicella con equipaggio.
Durante il volo verranno testati, in condizioni operative reali, tutti i sistemi della navicella, incluse manovre manuali, comunicazioni, supporto vitale e protocolli di emergenza, indispensabili per le future missioni con allunaggio. Artemis II avrà anche una forte valenza scientifica: gli astronauti condurranno esperimenti biologici e medici per studiare gli effetti di microgravità e radiazioni cosmiche sul corpo umano, monitorando ritmi circadiani, capacità cognitive e risposte del sistema immunitario. Ma questa missione non è soltanto un test: è il simbolo di una nuova corsa alla Luna, profondamente diversa da quella degli anni Sessanta. Se durante la Guerra Fredda l’obiettivo era soprattutto politico e legato alla competizione tra superpotenze, oggi l’interesse per il nostro satellite è scientifico, economico e strategico. L’obiettivo non è più “andare e tornare”, ma rimanere lassù. Le regioni polari lunari, in particolare il polo sud, ospitano significative quantità di ghiaccio d’acqua, una risorsa fondamentale non solo per la sopravvivenza degli esseri umani, ma anche per la produzione di ossigeno e carburante. Nella regolite lunare si trovano inoltre metalli, terre rare, litio ed elio-3 (un isotopo dell’elio molto raro sulla Terra), materiali di enorme valore per l’economia e la tecnologia del futuro. Imparare a utilizzare queste risorse direttamente in loco è una sfida oggi affrontabile grazie ai progressi tecnologici e rende la Luna il banco di prova ideale per il vero obiettivo di lungo periodo dell’esplorazione umana: posare piede su Marte. In questo contesto, Artemis II è sostanzialmente la prova generale di un progetto molto più ampio e ambizioso che include il ritorno sostenibile sulla Luna, la costruzione del Lunar Gateway e l’avvio di una presenza umana permanente nello spazio profondo.

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