fbpx

L’eclisse della crocifissione

Fu di Luna e avvenne di venerdì, precisamente venerdì 3 Aprile 33 d.C. Spieghiamo perché.

di Cesare Guaita

Con l’avvento di calcolatori molto potenti è diventato possibile risalire al momento esatto del verificarsi di eclissi di Sole e di Luna in qualunque luogo della Terra e per qualunque data nel passato. Basta quindi che un’eclisse venga menzionata all’interno di qualche evento storico, per costituire un metodo di datazione assai preciso di questo avvenimento storico.
Uno di questi avvenimenti è la corretta datazione della Prima Pasqua cristiana, ovvero del giorno, mese ed anno della Crocefissione di Gesù. I Vangeli non specificano questa data, in quanto si limitano a dire che si trattava di un venerdì precedente alla Pasqua ebraica (Giovanni XIX,31 oppure Marco VI,42 ). Sembrerebbe apparentemente impossibile, da qui, risalire alla data storica esatta. Ma due studiosi dell’Università di Oxford, Colin Humphreys e W.G. Waddington, non si sono persi d’animo ed hanno affrontando il problema come abili investigatori, sono arrivati ad una soluzione a dir poco sorprendente.
Sull’intervallo temporale ci sono pochi dubbi: Tacito, infatti, negli ANNALES (XV, 44) afferma che Gesù fu crocefisso quando Ponzio Pilato era procuratore della Giudea, quindi in un anno da scegliersi tra il 26 e il 36 dopo Cristo.
Il secondo passo consiste nell’individuare il momento della Pasqua ebraica per ognuno degli anni dal 26 al 36 d.C. E qui le cose cominciano a complicarsi. Sappiamo infatti che la Pasqua ebraica cascava dopo l’equinozio di primavera, nel giorno del plenilunio del mese di Nisan. Siccome il calendario ebraico era basato sui mesi lunari, ogni mese iniziava con la Luna nuova, quindi il giorno del plenilunio era il 15 del mese. Allora la Crocefissione dovette avvenire in una data equivalente al 14 Nisan (sono infatti i Vangeli, come già ricordato, che parlano del giorno precedente alla Pasqua ebraica). Ma qui le cose diventano sempre più difficili : si tratta infatti di stabilire quando cascò il mese di Nisan negli anni dal 26 al 36 d.C. Per questo ci comincia a venire in aiuto il calcolo astronomico. Humphrey e Waddington, in base a conti molto complessi, sono infatti riusciti a risalire ai momenti del novilunio susseguente all’equinozio di primavera per tutti gli anni dal 26 al 36 d.C.: da qui è stato immediato risalire alle date di inizio, per ognuno di questi anni, del mese di Nisan, quindi anche al giorno ed al mese dei vari 14 Nisan tra cui scegliere quello della Crocefissione. Ci si accorge così che, nel periodo in questione, il 14 Nisan cascava nei più disparati giorni della settimana tra Marzo e Aprile. Quale, tra le varie date del 14 Nisan, si può scegliere come la più probabile per la Crocefissione? Naturalmente quella (o quelle) date in cui il 14 Nisan casca di venerdì (il giorno infatti risulta fissato dai Vangeli). Ebbene, i calcoli indicano che il 14 Nisan cascò di venerdì in due date: il 7 Aprile del 30 d.C. e il 3 Aprile del 33 d.C. Quale scegliere delle due? L’impresa, a questo punto sembrerebbe disperata. Fortunatamente, però, anche qui ci viene in aiuto il calcolo astronomico. Nel Vangelo di Luca (XXIII,44) si legge infatti che nel giorno della Crocefissione,”… per tre ore , da mezzogiorno alle tre del pomeriggio, il buio cadde su tutta la Terra”. Se ammettiamo che ‘qualcosa’ sia effettivamente avvenuto nel cielo quel giorno, la cosa più ovvia è pensare ad un’eclisse totale di Sole visibile da Gerusalemme. L’anno di questa eclisse sarebbe anche l’anno che stiamo cercando. Purtroppo, però, in questo caso i calcoli astronomici sono inequivocabili: dal 26 al 36 d.C. non ci fu nessuna eclisse totale di Sole visibile da Gerusalemme. Ne ci poteva essere, dal momento che mai un’eclisse di Sole può avvenire in Luna piena ! E allora? Ancora una volta gli studiosi di Oxford non si sono persi d’animo e si sono appellati ad un’altra citazione delle Scritture, questa volta tratta dagli Atti degli Apostoli (II,14), quando Pietro, parlando della Resurrezione, ricorda una profezia del profeta Gioele: “…il Sole si muterà in tenebre e la Luna si muterà in sangue…” Secondo un modo di esprimersi ben noto alla gente del tempo, l’espressione ‘la Luna si muterà in sangue’ era comunemente usata per indicare un’eclisse totale di Luna, quando la Luna, immergendosi nel cono d’ombra della Terra, assume, per 2-3 ore una tipica colorazione rosso-rame. Allora ecco il nuovo problema: andare alla ricerca di eventuali eclissi totali di Luna visibili da Gerusalemme tra il 26 e il 36 d.C. I calcoli di Humphreys a Waddington hanno, a questo punto, fornito un risultato a dir poco stupefacente: effettivamente il 3 Aprile del 33 d.C. avvenne un’eclisse di Luna visibile da Gerusalemme! Tutto risolto, allora? Non proprio. L’eclisse, infatti, avvenne effettivamente, ma non fu totale, bensì parziale al 60%. In queste condizioni la Luna normalmente non assume il classico colore rosso-rame. A meno che… A meno che, per una circostanza rarissima, non sia visibile solo la porzione di Luna oscurata dall’ombra terrestre. Questo può avvenire solo nel momento in cui la Luna sta sorgendo ed il disco sia contemporaneamente eclissato nella parte superiore (in modo che la parte non eclissata rimanga sotto l’orizzonte). Sembra incredibile, ma proprio questa era la situazione calcolata per il 3 Aprile 33 a Gerusalemme! L’eclisse iniziò alle 3,40 ma la Luna sorse sull’orizzonte di Gerusalemme solo alle 6,20. Questo significa che a Gerusalemme la Luna sorse quel giorno con la parte superiore ancora parzialmente eclissate per un 20%: in queste condizioni il primo lembo di Luna che si affacciò all’orizzonte Est doveva apparire totalmente in eclisse, quindi di colore rosso-rame per gli abitanti di Gerusalemme!
Fu dunque il 3 Aprile 33 d.C. la data della Crocefissione? I dati astronomici che abbiamo descritto sembrano proprio indicarci di sì. Ma c’è ancora un ultimo interrogativo: se Gesù fu crocefisso in concomitanza di un’eclisse di Luna, come mai nel Vangelo di Luca sembra si parli di un’eclisse totale di Sole? Forse qui, la spiegazione è più semplice del previsto: in fondo Luca scrisse il suo Vangelo molti anni dopo che gli avvenimenti raccontati erano avvenuti ed è comprensibile che un’eventuale tradizione orale di un’eclisse (di Luna) avvenuta nel giorno della Crocefissione, si possa essere trasformata nel racconto di un’eclisse di Sole, molto più coinvolgente, emotivamente, di quanto non sia un’eclisse di Luna.