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12/05/2022 – Marte: arido deserto o culla di vita?

Il Pianeta Rosso nacque 4,5 miliardi di anni fa assieme alla Terra ed al resto del Sistema Solare all’interno della fascia di abitabilità del Sole, ossia ad una distanza compatibile con la presenza di acqua liquida. Terra e Marte, quindi, all’inizio erano molto simili. E siccome sulla Terra le prime forme di vita si svilupparono circa 4 miliardi di anni fa, si può supporre che condizioni adatte per la vita dovettero essere presenti anche su Marte. Ma, a causa della sua ridotta massa (1/10 rispetto alla Terra), Marte ha perso molto presto (dopo massimo 2 miliardi di anni) il suo calore interno e la sua atmosfera di CO2 che ne mitigava il clima. Conseguenza: da pianeta abitabile, il Pianeta Rosso è diventato un gelido deserto, con temperature incompatibili con la presenza di acqua liquida, quindi di vita microbica attiva. Vita che, però, dovette svilupparsi nei primi due miliardi di anni: lo dimostrano alcuni sensazionali dati analitici della sonda Curiosity che, all’interno del cratere Gale (un antico lago pieno di sedimenti), ha ritrovato in sedimenti antichi di 4 miliardi di anni molecole carboniose tipiche della decomposizione batterica nettamente depauperate di Carbonio 13 (una fondamentale impronta biologica degli organismi terrestri). L’attuale ambiente marziano sembra invece inadatto alla proliferazione batterica. Ma ci sono indizi dell’esistenza, anche al giorno d’oggi, di qualche oasi di acqua liquida superficiale o profonda. Qui non solo è possibile, ma è addirittura plausibile la presenza anche attuale di forme di vita molto semplice. E la rilettura in senso moderno delle analisi biologiche delle sonde Viking di 40 anni fa sembra proprio condurre in questa direzione.

Cesare Guaita:

laurea in Chimica con specializzazione in Chimica organica e Chimica macromolecolare. Esperto di Cosmochimica e Planetologia, ha pubblicato, su riviste divulgative e professionali, centinaia di articoli su questi temi, con particolare riferimento alle connessioni chimico-geologiche di una moltitudine di fenomeni planetari ed astrofisici. Collabora con giornali e riviste e reti televisive pubbliche e private. È Presidente e fondatore (anno 1974) del G.A.T., (Gruppo Astronomico Tradatese) e da oltre 25 anni è conferenziere del Planetario di Milano. È autore del libro L’esplorazione delle comete edito da Hoepli.

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