La scienza negata: il terrapiattismo

Un viaggio nel movimento che nega che la Terra sia un globo. E che rifiuta in verità molte altre cose… .

di Gianluca Ranzini

Come è possibile che nell’era delle missioni spaziali e del GPS ci sia ancora chi non è convinto che la Terra sia una sfera (o quasi)? È surreale, ma è così. Sono i terrapiattisti, secondo i quali il nostro pianeta sarebbe una sorta di pizza, con i continenti a fare da condimento. Le loro affermazioni sono paradossali: la Terra è un disco con il polo nord al centro, sul bordo c’è un muro invalicabile di ghiaccio, la Terra non ruota su se stessa e non orbita attorno al Sole, quest’ultimo e la Luna hanno un diametro di 50 km e si trovano a poche migliaia di chilometri sopra la superficie terrestre, la gravità non esiste… . C’è solo l’imbarazzo della scelta.
Si potrebbero etichettare i terrapiattisti come svitati, e proseguire oltre. Ma il fenomeno è in crescita: un sondaggio di YouGov del 2018 rivela che circa il 2% degli americani adulti è convinto che la Terra sia piatta, e un ulteriore 5% ha iniziato ad avere dubbi sulla forma del nostro pianeta. Dal 2014 a oggi, le ricerche su Internet riguardo al tema “flat Earth” sono aumentate di 10 volte. E i terrapiattisti nostrani quest’anno hanno già tenuto due convegni, uno a Palermo e uno a Milano.
Ho avuto la curiosità di capire meglio il fenomeno. E ho letto il “testo sacro” del terrapiattismo, quello da cui tutto ha avuto inizio (perché, bisogna dirlo, il terrapiattismo non è un ritorno al passato: dal IV secolo a.C. l’umanità aveva ben chiara la forma del nostro pianeta): Earth Not a Globe, dell’inglese Samuel Rowbotham, pubblicato nel 1865. Rowbotham è stato un personaggio poliedrico: lasciata la scuola a 9 anni, ha praticato come medico in diverse città inglesi mentre si arrabattava a osservare la superficie dell’acqua di un lungo canale artificiale perfettamente rettilineo. Sembra sia stato l’unico, o quasi, a non rendersi conto che una barca che si allontanava sul canale scompariva gradualmente: prima la parte più bassa e poi l’albero, a causa della curvatura terrestre. O, quando se ne rendeva conto, sosteneva fosse un effetto di prospettiva.
Sono anche stato al recente convegno milanese dei terrapiattisti italiani. E ho potuto verificare, se mai ce ne fosse stato bisogno, che sono complottisti a 360 gradi, e negano tutto ciò che viene dalla scienza ufficiale: dal riscaldamento globale alle missioni spaziali, dall’evoluzione delle specie all’efficacia dei vaccini. Nessuna apertura al confronto, solo certezze immutabili che provengono in buona parte da siti web e da social che possiamo definire (bonariamente) di disinformazione.
Di fronte ai terrapiattisti, quello che preoccupa non sono tanto le loro idee sulla forma della Terra, quanto la sensazione che siano l’esempio più paradossale di una serie di movimenti che esprimono, con queste loro idee, un rifiuto della scienza canonica e un disagio più generale nei confronti delle istituzioni scientifiche, economiche, politiche. In altre parole, della forma della Terra si può anche sorridere; di ciò che i terrapiattisti rappresentano, molto meno.

Per chi volesse approfondire queste tematiche, consigliamo la seguente lettura:
“Perché dicono che la Terra è piatta” di Gianluca Ranzini, con illustrazioni di Federico Bonfiglio (edizione Centauria).