Agosto, mese di vacanze e spensieratezza, è anche il mese in cui l’estate diviene matura e comincia a declinare. Ce lo ricordano le costellazioni autunnali che si affacciano all’orizzonte già dalle prime ore serali.
di Davide Cenadelli
Agosto… mese di vacanze e di tepori serali, mese quindi molto adatto all’osservazione delle meraviglie celesti. Appena sceso il buio, si vedono ancora bene Boote con la brillantissima Arturo, la Corona Boreale, Ercole, il Serpente, Ofiuco, lo Scorpione basso sull’orizzonte meridionale, a est del quale troviamo il Sagittario. Col passare delle ore il Triangolo Estivo, già alto al tramonto, occupa la zona zenitale. Esso è formato da tre stelle brillanti: Vega, nella costellazione della Lira, Altair nell’Aquila e Deneb nel Cigno, in ordine decrescente di luminosità apparente. Naturalmente la luminosità apparente non ci dice quale fra le tre stelle sia la più luminosa intrinsecamente, bisogna conoscere anche la distanza. La distanza di Altair e Vega è ben nota, essendo queste due stelle relativamente vicine: rispettivamente 17 e 25 anni luce. Si può quindi calcolare che esse sono entrambe due stelle nane più grandi e brillanti del Sole, che emettono rispettivamente 11 e 40 volte più luce del nostro luminare diurno. Deneb è molto più lontana, così lontana che le misure di distanza di questa stella sono difficili e abbastanza incerte. Uno dei valori più attendibili pubblicati ad oggi dice che Deneb si trova a 2.600 anni luce; ne risulterebbe che questa stella eccezionale è una supergigante bianco-azzurra 200 volte più grande e 200.000 volte più luminosa del Sole. Per luminosità apparente essa appare al 19° posto in cielo, ma tra le 20 stelle apparentemente più luminose del cielo notturno essa è in assoluto la più lontana nonché quella intrinsecamente più luminosa.
Le tre costellazioni cui appartengono queste tre stelle sono ricche di storia. Secondo la mitologia greca, la Lira rappresenta lo strumento musicale suonato da Orfeo, cantore e musico sublime capace di incantare uomini e animali. Sfortunatamente Orfeo perse la moglie Euridice, che fu morsa e uccisa da un serpente. Allora, inconsolabile, si recò nel regno dei morti – che i Greci immaginavano essere sottoterra – per ritrovarla. Raggiunti Ade, il dio di questo regno, e la moglie Persefone, li commosse suonando la lira e cantando il suo dolore per la perdita della moglie, al punto che essi permisero a Euridice di tornare nel mondo dei vivi. A un patto, però: che Orfeo si incamminasse davanti a lei e non si voltasse mai a guardarla fino a che non fossero uscito dal regno dei morti. Orfeo ebbe cura di rispettare questo divieto ma, appena uscito dalla porta di tale regno, si voltò a guardare Euridice, senza pensare che ella, trovandosi un po’ indietro, non l’aveva ancora varcata. E così Euridice dovette ritornare indietro ed Orfeo la perse di nuovo. Come tutti i miti, anche questo ha dei significati e forse il più ovvio è l’invito a non guardarsi troppo indietro, ma a guardare avanti. Il passato vive dentro di noi, ma non può più essere cambiato, mentre il futuro è ancora tutto da scrivere.
Il Cigno rappresenta invece l’animale in cui si trasformò Zeus per sedurre Leda, dall’unione con la quale nacque Polluce. Quella stessa notte, però, Leda si congiunse anche al marito Tindaro e da questa unione nacque Castore. Polluce e Castore sono rappresentati nella costellazione dei Gemelli, invisibile in cielo in questo periodo. Secondo un’altra interpretazione, il Cigno rappresenterebbe invece Orfeo stesso, posto in cielo vicino alla sua amata Lira.
L’Aquila invece identifica l’animale simbolo di Zeus, che portava e riportava al dio il fulmine che egli scagliava. L’aquila rapì anche Ganimede, descritto da Omero come il più bello degli uomini, per trasportarlo sul Monte Olimpo ove divenne il coppiere degli dei e a Ganimede è dedicata la vicina costellazione dell’Acquario.
Agosto è anche il mese in cui l’estate diviene matura e comincia a declinare e ce lo ricordano le costellazioni autunnali, che si affacciano all’orizzonte già dalle ore serali. Pegaso, Andromeda e Perseo ci ricordano che il cambio di stagione non è lontano. Quando, verso fine mese, le costellazioni della nuova stagione si mostreranno sempre più alte in cielo, alcuni penseranno con nostalgia all’estate che se ne va, altri – come il sottoscritto – con piacere all’autunno che si avvicina.
Veniamo ora ai pianeti del Sistema Solare. Venere è in condizioni di osservabilità serale piuttosto favorevoli, dato che raggiungerà la massima elongazione dal Sole il giorno 15. Marte e Saturno sono invece visibili più tardi. Saturno, nei Pesci, sorge nel cuore della notte a inizio mese, ma già intorno alle 22 verso la fine, per poi alzarsi fino a mostrarsi a mezza altezza verso sud quando il cielo comincia a schiarire per l’aurora mattutina. In condizioni più difficili è Marte: a inizio mese si trova prospetticamente tra le corna del Toro, per poi passare nel Gemelli, ed è brevemente visibile solo prima dell’alba. Anche Mercurio è visibile intorno a metà mese nelle luci dell’aurora mattutina, decisamente più basso di Marte, e la mattina del 15 apparirà molto vicino in cielo a Giove, a pochi gradi dall’orizzonte verso nord est, più o meno tra le 5 e mezza e le 6 del mattino.
A fare notizia, però, sarà soprattutto l’eclisse di Sole prevista per il giorno 12. L’eclisse sarà visibile come totale da una parte della Spagna e uno spicchio di Portogallo – prima eclisse totale di Sole in Europa dopo quella dell’11 agosto 1999, se si escludono alcune regioni marginali toccate da altre eclissi – mentre dal nostro paese sarà solo parziale. I luoghi favoriti saranno quelli a nord-ovest, dove oltre il 90% del disco solare sarà coperto dalla Luna, mentre la percentuale diverrà via via minore spostandosi verso sud-est, fino a meno del 20%. L’eclisse comincerà intorno alle 19:30, col disco lunare che comincerà a “intaccare” quello solare, e il massimo dell’eclisse sarà visibile al tramonto del Sole, quindi si consiglia di scegliere un luogo di osservazione con l’orizzonte libero tra ovest e nord-ovest, dove il tramonto avverrà. Per proteggere la vista, bisogna utilizzare filtri appositamente ideati allo scopo, come quelli che equipaggiano gli occhiali da eclisse opportunamente certificati.
Infine, agosto è il mese delle Perseidi, le famose meteore di agosto. Esse sono associate alle polveri sparse dalla cometa 109P/Swift-Tuttle lungo l’orbita che percorre in circa 133 anni attorno al Sole. Le microscopiche particelle di polvere, entrando nell’atmosfera terrestre a gran velocità, creano numerose e spettacolari scie di ionizzazione (le strisce luminose che vediamo in cielo). Il termine Perseidi deriva dal fatto che il radiante (la zona nel cielo da cui sembrano scaturire, prospetticamente parlando) si trova nella costellazione di Perseo, appena sotto Cassiopea. Lo sciame raggiungerà il picco massimo nella notte tra il 12 e il 13 agosto, ma sarà possibile vedere diverse meteore anche nelle notti precedenti e successive. Teoricamente al massimo possono essere osservabili fino a un centinaio di meteore all’ora. Quest’anno siamo anche favoriti dalla Luna, che sarà nuova proprio il giorno 12, quindi non ci sarà il disturbo dovuto alla luce lunare. A proposito, dal punto di vista della scienza non è vero che si realizza un desiderio se si vede una meteora, tranne in un caso: se il desiderio è proprio quello di vederne una!
LA STELLA DEL MESE: CEBALRAI
Cebalrai – detta anche Kelb Alrai – è una stella di magnitudine 2,7 nella costellazione di Ofiuco, non distante in cielo dalla stella più luminosa della costellazione, Ras Alhague. Ras Alhague identifica la testa e Cebalrai una delle spalle dell’Ofiuco – ovvero il Serpentario, l’uomo che regge un serpente – e in effetti il nome Ras Alhague, di origine araba, significa proprio questo: la testa del Serpentario. Il nome Cebalrai, parimenti di origine araba, si rifà invece a una diversa interpretazione secondo cui gli Arabi vedevano un pascolo nella zona di cielo compresa tra Ercole e Ofiuco: Ras Alhague era identificato con un pastore e Cebalrai con il suo cane e proprio questo significa tale nome: “il cane del pastore”.
Cebalrai è una stella gigante arancione – si pensa nella fase di fusione dell’elio in carbonio – posta a 83 anni luce di distanza da noi. Grande 12 volte il Sole, è quasi 60 volte più brillante; come caratteristiche, appare intermedia tra le due giganti più vicine al Sistema Solare, che sono Polluce e Arturo. Più grande e brillante di Polluce, è invece superata da entrambi i punti di vista da Arturo. Volendo trovare una gigante arancione che le somigli maggiormente, possiamo indicare Hamal, nell’Ariete, 15 volte più grande e 76 volte più luminosa del Sole.
Davide Cenadelli è un astrofisico PhD che ha svolto per anni attività di ricerca all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta (OAVdA), dove si è anche occupato di didattica e divulgazione.

