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03/03/2022 – Il lungo viaggio del James Webb Space Telescope per capire l’origine dell’Universo e della vita

Il 2022 potrebbe essere un anno che l’Umanità attendeva da millenni, per trovare risposta alle più profonde (ed essenziali) domande che ci facciamo sull’origine e l’evoluzione dell’Universo. Merito del JWST (James Webb Space Telescope), una delle macchine più sofisticate mai prodotte dall’uomo, che un missile Ariane 5 ha lanciato nello spazio in maniera perfetta dalla base spaziale di Kourou (Guiana Francese) alle 13,20 (ora italiana) del 25 Dicembre 2021. Il 23 Gennaio 2022, dopo un viaggio avventuroso, il mega-telescopio (6 tonnellate di peso e 6,5 metri di uno specchio costituito da 18 segmenti esagonali) ha raggiunto la sua postazione definiva attorno al punto lagrangiano L2, a 1,5 milioni di km dalla Terra. Uno dei compiti primari del JWST è quello di guardare ancora più lontano del Telescopio Spaziale Hubble, talmente lontano da poter tornare indietro nel tempo fino all’origine delle galassie. Un altro target irrinunciabile è quello di cercare pianeti abitabili attorno alle stelle vicine. E dato l’enorme redshift z (spostamento verso il rosso) dell’Universo lontano causato dalla sua espansione e l’esigenza di cercare molecole complesse in atmosfere eso-planetarie, ai 4 avveniristici strumenti del nuovo telescopio è stata garantita una grande sensibilità fino al vicino e medio infrarosso. Con la conseguenza che il JWST deve essere super-raffreddato sino alla incredibile temperatura di -230°C sotto zero, quindi collocato lontano da fonti di calore parassite (Sole, Terra, Luna): da questo punto di vista la scelta del punto lagrangiano L2, a 1,5 milioni di km dalla Terra, non è solo ottimale ma anche indispensabile.

Cesare Guaita:

laurea in Chimica con specializzazione in Chimica organica e Chimica macromolecolare. Esperto di Cosmochimica e Planetologia, ha pubblicato, su riviste divulgative e professionali, centinaia di articoli su questi temi, con particolare riferimento alle connessioni chimico-geologiche di una moltitudine di fenomeni planetari ed astrofisici. Collabora con giornali e riviste e reti televisive pubbliche e private. È Presidente e fondatore (anno 1974) del G.A.T., (Gruppo Astronomico Tradatese) e da oltre 25 anni è conferenziere del Planetario di Milano. È autore del libro L’esplorazione delle comete edito da Hoepli.

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