NSF’S INOUYE SOLAR TELESCOPE FIRST LIGHTNSF’S INOUYE SOLAR TELESCOPE FIRST LIGHT 

Daniel K. Inouye Solar Telescope

 

SOGGETTO: granulazione della fotosfera solare. Le strutture granulari osservabili sulla fotosfera del Sole derivano dai moti convettivi del plasma presenti nella zona convettiva della nostra stella. All’interno di ciascun granulo il plasma caldo sale nella regione centrale, risultando più luminoso, mentre lungo i margini il materiale, ormai raffreddato, sprofonda nuovamente verso l’interno apparendo più scuro. Le dimensioni tipiche di un granulo sono di circa 1000 km di diametro e la sua esistenza è limitata a un intervallo compreso tra 8 e 20 minuti prima di dissolversi. Al di sotto della fotosfera si estende una regione in cui si sviluppano strutture convettive molto più grandi, chiamate supergranuli, che possono raggiungere diametri di circa 30.000 km e persistere fino a 24 ore.

ARTISTA: Daniel K. Inouye Solar Telescope (DKIST). È una struttura di ricerca dedicata all’osservazione dettagliata della nostra stella e si trova sull’altura di Haleakalā, nell’isola di Maui, nelle Hawaii. In origine il progetto era conosciuto con il nome di Advanced Technology Solar Telescope, denominazione utilizzata fino al 2013, anno in cui la struttura è stata intitolata a Daniel K. Inouye, storico senatore statunitense rappresentante dello stato delle Hawaii. Con uno specchio principale di 4,24 metri di diametro, il DKIST detiene il primato di telescopio solare più grande mai realizzato. Il suo sviluppo è sostenuto economicamente dalla National Science Foundation, mentre la gestione operativa è affidata al National Solar Observatory. Lo strumento è progettato per analizzare il Sole in un ampio intervallo spettrale, che va dalla luce visibile fino al vicino infrarosso. Grazie a sofisticati sistemi di ottica adattiva, il telescopio è in grado di compensare le turbolenze dell’atmosfera terrestre, ottenendo immagini estremamente nitide e permettendo lo studio di dettagli della superficie solare con una risoluzione dell’ordine di 20 chilometri.

INFORMAZIONI SULLA FOTO: l'immagine, acquisita a una lunghezza d’onda di 789 nanometri, mostra una porzione della fotosfera del Sole con un livello di dettaglio mai raggiunto in precedenza. Per la prima volta è possibile distinguere strutture di appena 30 km di estensione. Le configurazioni a celle, ognuna paragonabile per superficie allo stato del Texas (circa 700.000 km²), rappresentano la struttura dei processi di trasporto convettivo del calore che, dalle regioni interne del Sole, risalgono fino alla sua superficie. Le piccole zone chiare, intervallate da regioni più scure, suggeriscono la presenza di intensi campi magnetici. Si ritiene che questi ultimi guidino il flusso di energia verso gli strati superiori dell’atmosfera solare, dove essa contribuisce alla formazione della corona.

CURIOSITÀ: questa è una delle prime immagini del telescopio solare Daniel K. Inouye e rivela dettagli senza precedenti della “superficie” del Sole. Lo studio e il monitoraggio dell’attività solare, noto come meteorologia spaziale, è di grande interesse scientifico, ma anche di pubblica utilità: infatti, fenomeni come le eruzioni magnetiche sul Sole possono avere ripercussioni sui viaggi aerei, interrompere le comunicazioni satellitari e mandare fuori uso le reti elettriche, causando blackout di lunga durata e alterando il funzionamento di tecnologie come il GPS.

Data di rilascio: 1 aprile 2024
Con “data di rilascio” si intende il momento in cui un’immagine astronomica viene resa pubblica, ovvero quando diventa disponibile sui siti ufficiali per la visualizzazione e la distribuzione.

Image credit: NSO/NSF/AURA