FIRST IMAGE OF A SUNSPOTFIRST IMAGE OF A SUNSPOT

Daniel K. Inouye Solar Telescope

 

SOGGETTO: una macchia solare. Si tratta di un’area della superficie del Sole (fotosfera) che si distingue dalle regioni circostanti per una temperatura più bassa e per un’intensa attività magnetica. Sebbene le macchie solari siano in realtà molto luminose, con una temperatura di circa 4000 kelvin, il forte contrasto con le zone adiacenti, che raggiungono circa 6000 kelvin, le fa apparire come aree scure. Fenomeni analoghi sono stati osservati anche su altre stelle e sono indicati con il termine più generale di macchie stellari. Secondo alcuni ricercatori, il numero di macchie solari sarebbe correlato all’intensità della radiazione solare. Un esempio spesso citato è il minimo di Maunder (1645–1715), periodo durante il quale le macchie solari quasi scomparvero e la Terra sperimentò un significativo raffreddamento climatico, noto come piccola era glaciale. Tuttavia, l’esistenza di una reale correlazione e di un nesso causale tra questi fenomeni è ancora oggetto di dibattito nella comunità scientifica.

ARTISTA: Daniel K. Inouye Solar Telescope (DKIST). È una struttura di ricerca dedicata all’osservazione dettagliata della nostra stella e si trova sull’altura di Haleakalā, nell’isola di Maui, nelle Hawaii. In origine il progetto era conosciuto con il nome di Advanced Technology Solar Telescope, denominazione utilizzata fino al 2013, anno in cui la struttura è stata intitolata a Daniel K. Inouye, storico senatore statunitense rappresentante dello stato delle Hawaii. Con uno specchio principale di 4,24 metri di diametro, il DKIST detiene il primato di telescopio solare più grande mai realizzato. Il suo sviluppo è sostenuto economicamente dalla National Science Foundation, mentre la gestione operativa è affidata al National Solar Observatory. Lo strumento è progettato per analizzare il Sole in un ampio intervallo spettrale, che va dalla luce visibile fino al vicino infrarosso. Grazie a sofisticati sistemi di ottica adattiva, il telescopio è in grado di compensare le turbolenze dell’atmosfera terrestre, ottenendo immagini estremamente nitide e permettendo lo studio di dettagli della superficie solare con una risoluzione dell’ordine di 20 chilometri.

INFORMAZIONI SULLA FOTO: questa immagine di una macchia solare, la prima scattata dal telescopio Daniel K. Inouye il 28 gennaio 2020, rivela dettagli sorprendenti, mostrando strutture della dimensione di appena 20 Km. Queste regioni della fotosfera solare sono scolpite dalla convergenza di intensi campi magnetici e gas caldo che ribolle dal basso. L’immagine è stata elaborata digitalmente utilizzando colori nei toni del rosso-arancione, ma lo scatto grezzo è stato realizzato alla lunghezza d’onda di 530 nanometri, corrispondente alla parte giallo-verdastra dello spettro della luce visibile.

CURIOSITÀ: la fotografia originale copre un’area di circa 16.000 Km di diametro (qui ne vedete solo una porzione), una piccolissima parte della fotosfera del Sole. Tuttavia, la macchia è così grande da poter contenere comodamente la Terra al suo interno.

Data di rilascio: 3 dicembre 2020
Con “data di rilascio” si intende il momento in cui un’immagine astronomica viene resa pubblica, ovvero quando diventa disponibile sui siti ufficiali per la visualizzazione e la distribuzione.

Image credit: NSO/AURA/NSF