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21/05/2019 – I grandi telescopi tra scienza e tecnologia

Sarebbe un errore banale credere che l’astronomia sia nata con l’introduzione del telescopio: le notevoli conoscenze che gli Antichi avevano del cielo erano state infatti desunte dalla semplice osservazione ad occhio nudo della volta celeste. Quando però, nei primissimi anni del 1600, Galileo Galilei puntò un rudimentale cannocchiale da otto ingrandimenti in direzione delle stelle, fu in grado di produrre un gran numero di nuove e sorprendenti scoperte che gettarono le basi della moderna ricerca scientifica.
Dopo le esperienze galileiane, la produzione di nuovi e migliorati strumenti di osservazione permise di raccogliere una grande mole di dati, grazie ai quali presero avvio gli studi sistematici sui pianeti e le loro orbite, la natura delle comete, le macchie solari e la catalogazione delle stelle. Possiamo certamente affermare che la storia della conoscenza astronomica è andata di pari passo con lo sviluppo degli strumenti impiegati nella ricerca e che, ogni volta che emergevano nuovi misteri o nuovi problemi, presto telescopi ancor più grandi e potenti li avrebbero risolti.

Davide Dal Prato:

è direttore del Parco Astronomico La Torre del Sole di Brembate di Sopra (BG). È stato presidente del Circolo Astrofili Bergamaschi per 22 anni consecutivi. Ha operato attivamente presso l’Osservatorio Astronomico della Valle d’Aosta e presso l’Osservatorio Astronomico delle Prealpi Orobiche, di cui è stato uno dei soci fondatori. Si è occupato per 15 anni del controllo giornaliero dell’attività solare, realizzando oltre 7000 rilevazioni di macchie solari e ha contribuito con un centro di ricerca europeo allo studio della curva di luce di decine di stelle variabili.

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