ULTRA-HIGH DEFINITION VIEW OF VENUS TRANSIT
Solar Dynamics Observatory
SOGGETTO: il transito di Venere sul Sole è un evento astronomico raro, ma predicibile, in cui il pianeta si trova a passare tra la Terra e la nostra stella e può essere osservato come un piccolo puntino nero che si muove lentamente davanti al disco solare. Perché un transito avvenga, devono realizzarsi al contempo tre condizioni: a) Venere dev’essere in congiunzione inferiore, cioè tra la Terra e il Sole; b) il pianeta deve trovarsi vicino a uno dei nodi, ovvero i punti in cui la sua orbita interseca il piano orbitale terrestre (eclittica); c) per poter essere osservato dal nostro pianeta, l’allineamento deve essere sufficientemente preciso da far sì che Venere attraversi il disco solare e non passi solo davanti al Sole, come si vedrebbe da un qualsiasi punto nello spazio. La rarità del fenomeno risiede nel fatto che l’orbita di Venere è inclinata di circa 3,4° rispetto all’eclittica: infatti, nella maggior parte delle congiunzioni, Venere passa – visto dalla prospettiva terrestre - sopra o sotto il disco solare. I transiti di Venere seguono uno schema peculiare dovuto al periodo sinodico del pianeta, cioè il tempo che intercorre tra due congiunzioni inferiori consecutive, di circa 584 giorni (1,6 anni). Non tutte le congiunzioni però producono un transito, perché Venere (si veda la condizione b sopra) deve trovarsi vicino a un nodo orbitale. È solo dopo 8 anni terrestri che Venere (che in quell’arco di tempo ha percorso quasi esattamente tredici orbite), Terra e Sole tornano in una configurazione geometrica quasi identica. Trascorsi altri otto anni, la disposizione orbitale dei due pianeti rispetto al Sole rimane simile, salvo piccoli scarti, e perciò avviene un secondo transito, formando così una coppia con il primo. Dopodiché, lo scarto si accumula sempre più e l’allineamento non è più preciso; è perciò necessario attendere 105,5 o 121,5 anni, a seconda del ciclo, perché si verifichi nuovamente un transito.
I transiti di Venere sono stati fondamentali per l’astronomia dal XVII al XIX secolo. Edmond Halley suggerì nel 1716 di osservare proprio i transiti di Venere da località molto distanti sulla Terra per poter misurare, grazie al metodo della parallasse, la distanza Terra–Venere e quindi quella tra la Terra e il Sole. Oggi, i transiti di Venere continuano a essere studiati per analizzare l’atmosfera del pianeta tramite spettroscopia, calibrare strumenti per l’osservazione dei transiti di esopianeti e validare modelli di fotometria di precisione.
ARTISTA: il telescopio spaziale SDO (Solar Dynamics Observatory). Lanciata l’11 febbraio 2010, SDO è la prima missione del programma “Living With a Star” della NASA, un’iniziativa realizzata per approfondire le origini della variabilità solare e come essa influisce sul nostro pianeta. Studiare la nostra stella è anche un modo per conoscere altre stelle nella galassia. SDO permette di comprendere la genesi dei meccanismi alla base dei cambiamenti magnetici del Sole, indagando in che modo si forma e si organizza il campo magnetico solare, nonché come l’energia magnetica accumulata venga liberata nello spazio circostante e nell’eliosfera sotto forma di vento solare, particelle energetiche e variazioni dell’irraggiamento solare. Inoltre, le osservazioni, condotte in molte lunghezze d’onda contemporaneamente, e le analisi prodotte saranno fondamentali per sviluppare strumenti in grado di prevedere variazioni dell’attività del Sole che possono avere effetti nocivi sulla Terra. Inoltre, i brillamenti solari e le espulsioni di massa coronale possono talvolta compromettere il funzionamento degli strumenti tecnologici sia terrestri sia spaziali.
INFORMAZIONI SULLA FOTO: ql’immagine, scattata dallo spazio da SDO, riprende il Sole e Venere (il disco nero in alto a sinistra) alla lunghezza d’onda di 193 Ångstrom.
CURIOSITÀ: gli ultimi transiti di Venere si sono verificati nel 2004 e nel 2012, formando la coppia di 8 anni. Il prossimo transito avverrà solo nel 2117, quindi è un fenomeno che quasi nessuno, tra chi è in vita oggi, riuscirà a vedere.
Data di rilascio: 5 giugno 2012
Con “data di rilascio” si intende il momento in cui un’immagine astronomica viene resa pubblica, ovvero quando diventa disponibile sui siti ufficiali per la visualizzazione e la distribuzione.
Image credit: NASA/Goddard Space Flight Center/SDO


