CORONAL MASS EJECTION ERUPTS ON THE SUNCORONAL MASS EJECTION ERUPTS ON THE SUN

Solar Dynamics Observatory

 

SOGGETTO: le espulsioni di massa coronale (coronal mass ejections, CME) sono tra i fenomeni più imponenti e spettacolari legati all’attività del Sole. Consistono nell’espulsione improvvisa di enormi quantità di plasma dalla corona solare verso lo spazio interplanetario, guidate da complesse strutture di campo magnetico. Il materiale espulso è composto principalmente da elettroni e protoni con piccole percentuali di elementi più pesanti (elio, ossigeno e ferro) e può raggiungere velocità di centinaia o migliaia di chilometri al secondo. La frequenza delle CME dipende dal ciclo di attività solare: durante il massimo solare se ne osservano anche più al giorno, mentre nei periodi di minimo possono verificarsi solo sporadicamente. Spesso sono associate a brillamenti solari o all’eruzione di protuberanze, ma possono verificarsi anche in assenza di questi eventi, a seguito della destabilizzazione del campo magnetico solare. Quando una CME è diretta verso la Terra, interagisce con la magnetosfera terrestre causando tempeste geomagnetiche. Queste possono produrre aurore polari particolarmente intense, ma anche generare effetti negativi sulle tecnologie moderne, come disturbi alle comunicazioni radio, ai satelliti e alle reti elettriche. Lo studio delle CME, reso possibile dalle osservazioni spaziali tramite coronografi, è fondamentale per comprendere il meteo spaziale e prevederne gli effetti sul nostro pianeta.

ARTISTA: il telescopio spaziale SDO (Solar Dynamics Observatory). Lanciata l’11 febbraio 2010, SDO è la prima missione del programma “Living With a Star” della NASA, un’iniziativa realizzata per approfondire le origini della variabilità solare e come essa influisce sul nostro pianeta. Studiare la nostra stella è anche un modo per conoscere altre stelle nella galassia. SDO permette di comprendere la genesi dei meccanismi alla base dei cambiamenti magnetici del Sole, indagando in che modo si forma e si organizza il campo magnetico solare, nonché come l’energia magnetica accumulata venga liberata nello spazio circostante e nell’eliosfera sotto forma di vento solare, particelle energetiche e variazioni dell’irraggiamento solare. Inoltre, le osservazioni, condotte in molte lunghezze d’onda contemporaneamente, e le analisi prodotte saranno fondamentali per sviluppare strumenti in grado di prevedere variazioni dell’attività del Sole che possono avere effetti nocivi sulla Terra. Inoltre, i brillamenti solari e le espulsioni di massa coronale possono talvolta compromettere il funzionamento degli strumenti tecnologici sia terrestri sia spaziali.

INFORMAZIONI SULLA FOTO: il 31 agosto 2012, un lungo filamento di materiale solare sospeso nella corona, l’atmosfera esterna del Sole, è esploso nello spazio. L’espulsione di massa coronale generata dall’evento si è propagata nello spazio a una velocità superiore ai 1450 chilometri al secondo. L’immagine è stata acquisita alle lunghezze d’onda di 304 e 171 Ångstrom.

CURIOSITÀ: sebbene la CME non fosse diretta verso la Terra, ha comunque interagito con la magnetosfera del nostro pianeta, dando origine a un’aurora visibile nella notte di lunedì 3 settembre 2012.

Data di rilascio: 4 settembre 2012
Con “data di rilascio” si intende il momento in cui un’immagine astronomica viene resa pubblica, ovvero quando diventa disponibile sui siti ufficiali per la visualizzazione e la distribuzione.

Image credit: NASA/GSFC/SDO