SUN RELEASES X2.0-CLASS FLARESUN RELEASES X2.0-CLASS FLARE

Solar Dynamics Observatory

 

SOGGETTO: un potente brillamento solare. Noto anche come flare, un brillamento è un fenomeno di straordinaria energia che si manifesta con una violenta espulsione di materia dalla superficie di una stella. L’energia sprigionata durante questi eventi può essere paragonata a quella di decine di milioni di bombe nucleari. La causa del brillamento risiede in un improvviso rilascio di energia dovuto alla riconnessione delle linee del campo magnetico stellare. I flare emettono radiazioni lungo l’intero spettro elettromagnetico, dai raggi gamma e X fino alle onde radio, includendo ultravioletti e luce visibile. Spesso sono associati a grandi protuberanze solari e a intensi flussi di vento solare ad alta energia. I brillamenti vengono classificati in base all’energia emessa secondo una scala che va dalla classe A, comprendente gli eventi più deboli e difficilmente distinguibili dall’emissione solare ordinaria, fino alle classi B, C, M e X, che indicano fenomeni via via più potenti. Analogamente alla scala Richter per i terremoti, ogni passaggio di classe corrisponde a un aumento di energia di un fattore dieci: un brillamento di classe X è quindi dieci volte più intenso di uno di classe M e cento volte più potente di uno di classe C. L’attività solare abituale rientra generalmente tra le classi A e C, mentre i brillamenti di classe M si verificano soprattutto in prossimità del massimo del ciclo solare undecennale. I flare di classe X, invece, sono rari e si concentrano quasi esclusivamente nei periodi di massima attività. Ogni classe è ulteriormente suddivisa in valori numerici da 1 a 9 in base all’intensità dei raggi X emessi; la classe X, tuttavia, non presenta un limite superiore teorico (X28 il più potente brillamento mai osservato nel 2003). Poiché l’energia di un brillamento si propaga alla velocità della luce, i suoi effetti raggiungono la Terra in circa otto minuti. Ciò significa che, al momento dell’osservazione, molte delle sue conseguenze sono già in corso. Fortunatamente, le radiazioni più pericolose non raggiungono la superficie terrestre grazie alla protezione dell’atmosfera e del campo magnetico del pianeta. Tuttavia, i brillamenti più intensi possono interferire con le comunicazioni radio negli strati superiori dell’atmosfera e causare problemi ai satelliti e alle missioni spaziali che operano al di fuori di questa schermatura naturale.

ARTISTA: il telescopio spaziale SDO (Solar Dynamics Observatory). Lanciata l’11 febbraio 2010, SDO è la prima missione del programma “Living With a Star” della NASA, un’iniziativa realizzata per approfondire le origini della variabilità solare e come essa influisce sul nostro pianeta. Studiare la nostra stella è anche un modo per conoscere altre stelle nella galassia. SDO permette di comprendere la genesi dei meccanismi alla base dei cambiamenti magnetici del Sole, indagando in che modo si forma e si organizza il campo magnetico solare, nonché come l’energia magnetica accumulata venga liberata nello spazio circostante e nell’eliosfera sotto forma di vento solare, particelle energetiche e variazioni dell’irraggiamento solare. Inoltre, le osservazioni, condotte in molte lunghezze d’onda contemporaneamente, e le analisi prodotte saranno fondamentali per sviluppare strumenti in grado di prevedere variazioni dell’attività del Sole che possono avere effetti nocivi sulla Terra. Inoltre, i brillamenti solari e le espulsioni di massa coronale possono talvolta compromettere il funzionamento degli strumenti tecnologici sia terrestri sia spaziali.

INFORMAZIONI SULLA FOTO: Il 27 ottobre 2014, il Solar Dynamics Observatory ha immortalato un brillamento solare di classe X2.0 nella regione inferiore destra del Sole. L’immagine combina luce ultravioletta estrema a lunghezze d’onda di 131 e 171 Ångstrom

CURIOSITÀ: Nell’ottobre 2014, la macchia solare AR 12192 era una regione estremamente vasta, paragonabile per dimensioni a Giove, e molto attiva. Fu responsabile di numerosi e potenti brillamenti solari, inclusi diversi eventi di classe X. Il 27 ottobre 2014 generò almeno un flare di classe X e varie eruzioni di classe M, diventando così la macchia solare più grande degli ultimi 24 anni e la regione con la più intensa attività di brillamenti del Ciclo Solare 24.

Data di rilascio: 27 ottobre 2014
Con “data di rilascio” si intende il momento in cui un’immagine astronomica viene resa pubblica, ovvero quando diventa disponibile sui siti ufficiali per la visualizzazione e la distribuzione.

Image credit: NASA/SDO