La storia del Planetario di Milano

Alla Generosa Milano, mia patria d’adozione, dono, con animo riconoscente, il Planetario.

Ulrico Hoepli, maggio 1930

 

Che cos’è il planetario? Il planetario è uno strumento che proietta le immagini degli astri e i loro movimenti nel cielo. Da qui, anche l’edificio che lo ospita prende lo stesso nome e quello di Milano, che è il più grande e antico d’Italia, si chiama Planetario Civico Ulrico Hoepli.

Fu proprio il signor Ulrico Hoepli (1847-1935), fondatore dell’omonima casa editrice, che decise di donarlo alla città di Milano, nel 1929. L’edificio fu progettato e costruito in stile neoclassico dall’architetto Piero Portaluppi (1888-1967) e le sue porte vennero aperte al pubblico il 20 maggio 1930. La scelta del luogo non è casuale: è situato all’interno dei giardini di Porta Venezia per permettere ai milanesi di poter, per un momento, abbandonare lo stress della metropoli e concedersi un momento di raccoglimento.

Ai tempi, la direzione scientifica del Planetario venne affidata all’astronomo Cesare Lombardi, con cui collaboravano un tecnico meccanico e il custode Aldo Venturi, in carico dal 1933 al 1973. Fu proprio Venturi che, durante la seconda guerra mondiale, per salvare lo strumento planetario da bombardamenti o requisizioni, lo smontò e lo nascose nella chiesa del manicomio di Limbiate, poco fuori Milano. Per questo eroico gesto, gli venne conferita l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

Dopo alcuni lavori per riparare al meglio i danni causati dai bombardamenti, il Planetario riaprì al pubblico il 19 aprile 1949. Ma, in quel difficile periodo, l’attenzione dei milanesi fu comprensibilmente piuttosto scarsa.

Grazie all’arrivo di nuove risorse economiche, dal 15 luglio 1954 al 17 novembre 1956 il Planetario chiuse per lavori di rimodernamento. In particolare, la tela usata come schermo di proiezione venne sostituita con l’attuale rivestimento di pannelli metallici che, alla base della cupola, riproducono le sagome degli edifici all’orizzonte di Milano come apparivano negli anni ‘30 (infatti, se osservate attentamente, noterete che non ci sono grattacieli!).

Nel 1968, il Planetario venne rinnovato anche nelle sue attrezzature: il vecchio strumento planetario Zeiss modello II fu sostituito da un più moderno modello IV, ancora oggi in funzione. In questo periodo, l’interesse del pubblico verso la materia astronomica aumentò notevolmente grazie al primo sbarco umano sulla Luna, trasmesso in diretta nel Planetario il 20 luglio 1969.
La diffusione delle tecnologie informatiche degli anni ‘80 offrì l’opportunità di ampliare le potenzialità del Planetario, che iniziò a dotarsi di sistemi di proiezione di immagini e di un impianto audio, senza però abbandonare la filosofia del conferenziere “dal vivo” che consente di offrire una programmazione estremamente variata e un contatto reale con il pubblico.
Dal 1990 allo strumento planetario è affiancato un sistema di proiezione multimediale che proietta immagini e animazioni su due zone opposte della cupola.