Approfondimento scientifico (consigliato per un pubblico giovane e adulto)
In occasione del Darwin Day 2026
A cura di Cesare Guaita e Fabio Peri
SPAZIO: ULTIMA FRONTIERA…
NELLE STELLE E NEI METEORITI
IL SEGRETO DELLA VITA?
L’universo è composto soprattutto da Idrogeno, l’elemento più semplice, e da Elio, formatisi, insieme a tracce di Litio e Berillio, nelle prime fasi dopo il Big Bang.
Noi, come tutti gli esseri viventi, siamo invece composti da da Carbonio, Ossigeno, Azoto, Calcio, Ferro, Magnesio e altri elementi chimici che non erano presenti nell’universo primordiale. Da dove vengono? Sono stati formati all’interno delle prime stelle che, esplodendo, hanno arricchito l’universo di questi elementi.
Oggi nelle nebulose, dove nascono stelle di seconda e terza generazione, troviamo molecole come acqua, metano ed altre sostanze organiche più complesse. Insomma, nell’universo ci sono gli ingredienti per la vita, ma per formare il primo organismo vivente occorre che trovino condizioni ideali, condizioni che evidentemente hanno trovato sul nostro pianeta, anche se la Terra primordiale era decisamente diversa da quella di adesso.
I primi batteri terrestri apparvero già 3,8 miliardi di anni fa, quasi in ‘concomitanza’ col cosiddetto Grande Bombardamento Tardivo, una immensa pioggia di asteroidi, meteoriti e comete. L’ indizio di un possibile legame diretto è venuto dalla scoperta che la superficie di tutte le comete finora esplorate è resa scura da una complessa miscela di materiali carboniosi, tra cui alcuni precursori molecolari di amminoacidi e basi nucleiche. Amminoacidi, basi nucleiche e addirittura zuccheri sono stati trovati anche nelle meteoriti CC (condriti carboniose) e, soprattutto nei recenti campioni prelevati dai nerissimi asteroidi carboniosi Ryugu (Giappone, 2020) e Bennu (NASA, 2023). Da qui l’idea che i mattoni principali per la vita terrestre si formino primariamente nello spazio. Si può dimostrare che per la loro sintesi sono sufficienti l’energia stellare e due tra le molecole più semplici di cui sono ricche le nubi interstellari, la formaldeide (HCHO) e l’acido cianidrico (HCN).
Cesare Guaita, laurea in Chimica con specializzazione in Chimica organica e Chimica macromolecolare. Esperto di Cosmochimica e Planetologia, ha pubblicato, su riviste divulgative e professionali, centinaia di articoli su questi temi, con particolare riferimento alle connessioni chimico-geologiche di una moltitudine di fenomeni planetari ed astrofisici. Collabora con giornali e riviste e reti televisive pubbliche e private. È inoltre Presidente e fondatore (anno 1974) del G.A.T. (Gruppo Astronomico Tradatese) e da oltre 25 anni è conferenziere del Planetario di Milano. È autore del libro L’esplorazione delle comete edito da Hoepli.
Fabio Peri dopo la laurea in Fisica, si dedica alla Astronomia extragalattica, alla Cosmologia, collaborando con la University of British Columbia, Vancouver, Canada e con l’Osservatorio Astronomico di Milano-Brera. Dal 1999 è il Conservatore del Civico Planetario U. Hoepli di Milano e si occupa della conduzione scientifica dell’Istituto. È stato fondatore e presidente dell’Associazione dei Planetari Italiani (PlanIt) e membro di varie associazioni italiane ed internazionali (IPS, SAIt), partecipando a diversi congressi di Planetari internazionali. Ha realizzato, insieme ai Deproducers (Vittorio Cosma, Max Casacci, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia) il progetto Planetario, musica per conferenze spaziali, un CD e un concerto/spettacolo teatrale per scoprire i segreti dell’universo accompagnati dalle emozioni della musica. Svolge attività divulgativa attraverso conferenze e iniziative, anche con musica e teatro, dedicate a far conoscere l’Astronomia al pubblico.
- Venerdì 13 Febbraio 2026
- ore 09.30
- Cesare Guaita e Fabio Peri Biglietto gratuito
Ingresso libero senza prenotazione fino a esaurimento dei 375 posti disponibili
> Consulta qui le modalità di accesso al Planetario
- scarica il programma di Febbraio
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